Ci sono viaggi che non sono soltanto spostamenti, ma incontri.

Ci sono luoghi lontani in cui si trova una lingua comune che va oltre le parole.

È stato così a Helsinki, dove la Compagnia Teatro del Drago ha rappresentato lo spettacolo Golem e fango è il mondo, ospite del Sampo Festival, per due giornate, il 28 e 29 agosto. Due repliche, entrambe sold out, che hanno portato la materia, la poesia e la forza dello spettacolo nel cuore della Finlandia, incontrando un pubblico numeroso, partecipe e profondamente emozionato.

Il fango, la figura, il gesto, il silenzio e le immagini di Golem e fango hanno attraversato la distanza geografica e culturale, trovando nello sguardo degli spettatori una risposta immediata e sincera. Al termine delle due rappresentazioni, l’emozione era tangibile: negli applausi, nei sorrisi, negli incontri dopo lo spettacolo, nella volontà di conoscere gli interpreti, di toccare con mano le marionette, di scoprire i segreti delle tecniche, i dettagli delle storie. Nel desiderio di passare altro tempo insieme in quella particolare atmosfera che rimane sospesa quando, a teatro, si condivide davvero un’emozione.

Quattro giorni a Helsinki, dieci giorni di viaggio, due incontri con il pubblico, e un'emozione che continua a viaggiare.

Grazie alla tournée i giovani interpreti dello spettacolo hanno anche potuto incontrare altri artisti internazionali provenienti da Canada, Ucraina, Spagna, Francia, Repubblica Ceca, Giappone… vedere spettacoli provenienti da tutto il mondo con tecniche diverse e ibridazioni contemporanee nell’ambito del teatro di figura e vivere, innanzitutto un’esperienza umana profondamente formativa. Un momento significativo di scambio si è svolto il 28 agosto, dopo la rappresentazione, quando si è tenuto un talk che ha messo in dialogo la regista Mariasole Brusa e la scenografa Sofia Orlando con la regista francese Alice Laloy della compagnia s’Appelle Reviens e autrice dello spettacolo Pinocchio (Live). Un incontro fra artisti, linguaggi e sensibilità differenti, nato proprio dalla comune necessità di interrogarsi sulle possibilità del teatro di figura contemporaneo. Durante l’incontro, moderato da una giornalista finlandese, le tre artiste si sono confrontate e hanno risposto alle domande del pubblico. È stato un momento prezioso di confronto, ma anche un modo per riconoscersi, oltre i confini e oltre le lingue, dentro una stessa comunità artistica internazionale. Parlare di teatro dopo averlo appena condiviso con il pubblico ha dato vita a uno scambio vivo e autentico, fatto di esperienze, domande, visioni e desideri.

Quattro giorni a Helsinki, dieci giorni di viaggio, due incontri con il pubblico, e un’emozione che continua a viaggiare.

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