La mirabolante istoria di Fagiolino

"La Mirabilante istoria di Fasolino..." è una produzione del '93 del TEATRO DEL DRAGO. Riguarda il "filone" del teatro tradizionale dei burattini che la Compagnia cura ormai da anni.
Il TEATRO DEL DRAGO - nuova conformazione dell'antica Famiglia Monticelli, giunta oggi alla quinta generazione, ha allestito sino ad oggi ventidue spettacoli di Teatro di Figura.
Questo allestimento è rappresentato da un burattinaio solista, affiancato da un aiuto-burattinaio, così come voleva la tradizione e come veniva solitamente rappresentato in epoche passate. Ispirato ai più classici testi del repertorio tradizionale presenta Fagiolino, il personaggio principale nonchè eroe della baracca dei burattini, che come sempre "caccia a suon di randellate tutti i cattivi in fondo al panirone!". Il testo dello spettacolo è originale, scritto da Mauro Monticelli e diviso in due atti.
E' caratterizzato dalle azioni veloci e da un linguaggio alquanto strano: una miscela di comicità esplosiva basata su cadenze dialettali, gags e spunti comici, con dialoghi e battute dei "canovacci burattineschi". I personaggi recitano tutti in lingua italiana, eccezion fatta per le "maschere", con le quali si utilizza un misto di italiano e dialetto maccheronico, facilmente comprensibile. Caratteristici sono alcuni monologhi-sproloqui del Dottor Balanzone, saggi derivanti dalla Commedia dell'Arte, ormai dismessi ed abbandonati. Tutta la seconda parte dello spettacolo è dedicata alle stangate di Fagiolino ai cattivi: bastonate accompagnate ed amplificate dall’aiuto-burattinaio/rumorista, con i suoi poveri e vecchi strumenti di scena, che normalmente servivano "al mestiere": il ciak, la fiammarola, il tamburo….

LA TRAMA

Fagiolino e Sandrone (personaggi principali dello spettacolo) si accorgono che c'è già il pubblico in sala che aspetta l'inizio della rappresentazione: in gran fretta decidono di improvvisare uno spettacolo lì per lì. Fagiolino, eroe apparentemente sciocco e burlone, deve liberare dal Mago Agaleus il regno di Belgodere, invaso dalle forze del male a seguito di un patto stipulato dal re con lo stesso Agaleus e non rispettato. L'accordo era che il mago avrebbe aiutato con la sua magia nera il re a vincere una guerra ed il re avrebbe dato il figlio in sposo alla figlia del mago. Bebecan, servo del mago, rapisce il Principe Elmiro, e Fagiolino con l'aiuto di Balanzone dovrà sistemare le cose. La Fata Andina dona a Fagiolino un randello fatato, e gli rivela anche di essere nativa dell'Emilia (ecco il motivo del suo spiccato accento bolognese). Fagiolino darà sacrosante stangate al diavolo Belzebù, alla strega guercia ad un drago ed infine al mago Agaleus. Il nostro eroe dice che bastona solo e puramente a scopo rieducativo: ... triste ... ma necessario! Quando i cattivi son finiti male, tornati "tot in fond al paniron", ahimè Fagiolino e Sandrone si accorgono che nel panirone ci sono tutti i personaggi tranne il Principe Elmiro. Con qualche imbarazzo di fronte al pubblico si inventano che il Principe è tornato da solo al castello di suo padre. Lo spettacolo si conclude con il balletto finale di saluto al pubblico.
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