IL SOGNO DI NOSFERATU
(Passioni d'amore)

Spettacolo contagioso per pupazzi e attori
Contagious show for puppets and actors


A
llestito dal Teatro del Drago nel 1984 e rappresentato negli anni successivi in Italia, Austria, Germania, Spagna e Svizzera) è uno spettacolo con pupazzi mossi "a vista" da tre animatori-attori, che al tempo stesso sono anche tecnici di luci e suono -.
Tra le ampie scalinate e i corridoi di pietra del suo castello, si aggira, in solitudine,
il conte Dracula. Il castello è un labirinto, come quello che custodiva, millenni prima, la solitudine del Minotauro, a Creta.
"La solitudine, talvolta, mi pesa..." afferma Nosferatu. "Potessi dormire... Sognerei, viaggerei...". E nel so(g/n)no, che inaspettatamente lo coglie, egli viaggia.
Il sogno, che lo trascina via dalla sua quotidiana solitudine, gli mostra un mondo fatto di pupazzi, mossi (e un tempo forse partoriti) da dolci madri con bianchi vestiti da sposa. Le scalinate del labirinto poi, diventano uno spazio colorato per la città di Londra (issata e sospesa ad una mongolfiera a forma di sogliola capovolta..., lassù,
in un cielo senza nubi) e per il mare sconfinato che la circonda - su cui viaggia un veliero in bottiglia-.
A poco a poco il vampiro (assetato non già di sangue ma di passioni e calore umano) andando in contro alle sue vittime diffonderà il contagio "di un sogno", e tante sciarpine rosse.
A spettacolo terminato, o meglio, a "contagio terminato" , quando la platea diverrà rossa come gli occhi dei vampiri che la guardano, lo spettatore dovrà chiedersi: "cos'è questa sciarpina rossa che mi scende dal collo??". E non capirà più, come il Conte, se ha solo sognato, o se invece...


Il vampiro è un mito dell'immaginario moderno.
Da due secoli circa sentiamo parlare di esseri che succhiano il sangue di altri, esseri non-vivi e non-morti, che sanno trasformarsi in lupo o pipistrello, possono farsi invisibili, crescere o diventare piccoli, comandare gli elementi.
L'origine è, come si sa, in Europa orientale, nei primi del '700. Del vampirismo sono state date tante letture: da quelle di
Voltaire a Marx, che l'hanno interpretato come una metafora dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, a quelle novecentesche di Deleuze e Guattarì che vedono in Dracula il simbolo di un'animalità tutto sommato positiva.
Vorremmo qui ricordare l'equazione vampirismo-letteratura che ha fatto
Michel Tournier ("Le vol du vampire", Gallimard, 1983) scrivendo che un libro "è una virtualità, un essere esangue, vuoto," (...) "lo scrittore lo sa, e quando pubblica un libro, libera tra la folla anonima degli uomini e delle donne una nube di uccelli di carta, di vampiri secchi, assetati di sangue che si affondano a caso in cerca di lettori. Appena un libro si imbatte in un lettore, si gonfia del suo calore e dei suoi sogni...".
Rubando le belle immagini di Tournier, ci piace pensare a un'equazione, dove il vampirismo è il teatro, e il nostro "
Nosferatu" un essere esangue in attesa di colmare la propria vita scenica del calore e delle emozioni degli spettatori.


La nave in bottiglia
è stata costruita da William Monticelli
nel 1974, con due mesi di paziente lavoro;
si tratta di un veliero inglese,
lo storico clipper "Cutty Sark", 3 alberi, 2000 nodi.

Foto di
Enrico Sotgiu, agosto 1984, e Mauro Foli, aprile 1994.
Il rumore del vento nei polverosi corridoi del labirinto,
e quello del mare nelle visioni notturne del Conte
sono stati realizzati da "Coop. ATMO",
in Bastia Umbra, agosto 1984.


Lo spettacolo è, come il "Lancillotto del Lago", un altro segno del nostro interesse per i miti, e per la loro capacità di fascinazione.
Ma non fatevi ingannare: questo "
Sogno di Nosferatu" non è un'opera sull'orrore e sui vampiri, non ha niente di trucido e sanguinolento, non è, insomma, quella che a prima vista si potrebbe pensare.
Anzi...
E' si, uno spettacolo segreto, ma tratta del segreto della fanciullezza, del sogno dell'infanzia che ognuno custodisce dentro di sè, e il vampiro, il
Conte Dracula, altri non è che un pupazzo, in viaggio verso la città di Londra, sospesa come per magia in un cielo senza nubi, metafora del desiderio e della passione.
E al collo porta una fragile sciarpina rossa.
Chi di voi sa di cosa è fatto un sogno?
I bambini lo sanno: per questo sul treno non leggono il giornale, ma tengono il naso schiacciato contro il finestrino, ed emettono grida misteriose.
A loro questo spettacolo è dedicato, e a tutti i grandi che, come Antoine de Saint-Exupery, come Leone Werth, non hanno dimenticato di essere stati bambini, una volta.

Liberamente ispirato
agli scritti di
Freely imbued with the
writings of
J. L. Borges, B. Stoker,
A. d Saint-Exupery

Testo e regia /
Text and production
MARCO MARTINELLI

Scene / Scenes
GIANNI PLAZZI

Pupazzi / Puppets
MAURO E WILLIAM
MONTICELLI

Costumi Costumes
IVONNE FERRARI
Voci recitanti /
Acting voices
Ivano Marescotti,
Danilo Conti
Ermanna Montanari,
Sara Plazzi
Ruggero Sintoni,
Claudio Casadio
Andrea Monticelli,
Serena Simoni
Maria e Marco Martinelli
Colonna Sonora / Sound track
GIANNI TRIOSSI
Effetti speciali / Special effects
COOP. ATMO

Animatori /
Puppet players
MONICA BARTOLINI,
ANDREA E MAURO
MONTICELLI

Il Conte Dracula
è rinchiuso nel suo castello-labirinto.
Non ce la fa ad addormentarsi:
questo è il suo dramma.
Ma un giorno, finalmente, ci riesce: e sogna.
E il sogno lo porterà lontano,
e come tutti i sogni
confonderà le carte e le identità
di chi sogna e di chi viene sognato.
Sono un vampiro, io,
Conte Dracula?
O solo un uomo in compagnia
delle sue passioni?
Oppure sono solo un pupazzo
che vola alla ricerca di ciò che non esiste
a cavallo di un nave in bottiglia?

 

 

 

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