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| La Locandina | Le
Immagini |
| Come un lampo si diffonde in Spagna la notizia: il Genovese Cristòbal
Colòn ha raggiunto le Indie attraverso il Mare Oceano, ed ora è rientrato a Palos con le
sue caravelle.
A
Barcellona la regina Isabella si prepara a ricevere ufficialmente, da Colombo stesso, la
notizia ed il racconto della grande avventura, traendo ai suoi occhi - cos'è il ricordo?
- in questa attesa le parole di Colombo che disegnavano per lei, un anno prima, un mondo
fantastico e nuovo.
Da ciò
nasce lo spettacolo. Un mondo sconosciuto visto attraverso la sensibilità della regina di
Castiglia. La sua voce - quasi sempre fuori campo - evoca immagini misteriose e grottesche
, basate sulla grande influenza che la pittura fiamminga dell'epoca aveva sull'arte
spagnola.
Ecco quindi che l'estetica - pupazzi, costumi, scene, colori...- richiama fedelmente l'opera di Yieronimus Bosch: una danza di allucinazioni accompagnate da una colonna sonora originale - musiche, voci, suoni...- creata dal compositore e musicista Daniele Guidazzi. I quattro attori dividono il loro spazio scenico con i pupazzi mossi a vista, in un continuo rimando di sostituzioni tra "protagonisti" dell'azione. Davanti ad un orizzonte che si perde in colori chiari la scena si compone di tre pedane, per formare la corte dei sovrani spagnoli nella prima parte dello spettacolo, ospitando la regina Isabella, Colombo e la commissione dei "sapienti"; nella seconda parte divengono le caravelle, con la multicolore ciurma dell'equipaggio: il mondo antico con voci spagnole concitate, incomprensibili e smarrite in un oceano sconosciuto. Il viaggio nella mente di Isabella termina solo con la barca dei matti, toccate le sponde del nuovo mondo, gli sguardi perduti verso una nuova umanità sconosciuta. |